Al via la nuova edizione di musicacantoparola, la rassegna concertistica della sede di Modena della Gioventù Musicale
«Frei, wie nur der sein kann, der nicht ganz von der Kultur verschluckt ist, hebt er in seinem musikalischen Vagabundieren das zerbrochene Glas vom Wegrand auf und hält es gegen die Sonne, so daß alle Farben sich brechen.»
«Libero come può esserlo solo chi non è eccessivamente intriso di cultura egli, durante l’errabonda marcia musicale, afferra il vetro rotto che trova sulla strada maestra e lo rivolge verso il sole così che ne sprigionino tutti i colori dell’arcobaleno»
[T. Adorno – 1960]
Siamo forse tutti noi fragili come vetri rotti che, attraversati dalla luce dell’arte, emaniamo una mirabile ampiezza d’animo? La Stagione 2026-2027 di MusicaCantoParola — la 38ª per la sede di Modena della Fondazione Gioventù Musicale d’Italia — si appella all’arte come amplificatore di coscienza, ricchezza esperienziale e catalizzatore di benessere.
Se da un lato prosegue l’evoluzione del progetto MusicaCantoParola in hub territoriale di cultura, formazione e progettazione, dall’altro si conferma la prestigiosa tradizione che da sempre contraddistingue l’offerta artistica, con interpreti di valore internazionale e occasioni d’incontro con opere fondamentali della musica di ogni tempo. Non solo continuano i percorsi formativi co-progettati con istituzioni quali il Conservatorio “Luciano Pavarotti”, il Liceo Musicale “Sigonio” e l’Istituto “Venturi”, ma si inaugura quest’anno un filone operativo di grande rilievo rivolto alle fasce più fragili o meno raggiungibili dalla fruizione culturale. Un’iniziativa che ci vede affiancati ad associazioni come la “GP Vecchi pro senectute et dementia” e il “Gruppo Carcere-Città ODV”.
I concerti della Stagione in abbonamento ospiteranno musicisti di eccezionale levatura, tra cui le prime parti del Teatro alla Scala, il vincitore del Premio Busoni 2025 Yifan Wu e la vincitrice del Concorso di Ginevra Sarah Strohm. Il pianoforte avrà uno spazio di primo piano: oltre al già citato Premio Busoni, ascolteremo per la prima volta a Modena il duo formato da Leonora Armellini e Mattia Ometto, affiancato dal gradito ritorno di Scipione Sangiovanni con un programma crossover tra classica e rock/pop.
I programmi corali e cameristici schiuderanno preziosi scrigni d’arte che sarebbe impossibile elencare tutti. Tra questi, l’Oratorio de Noël di Saint-Saëns e il Romancero Gitano di Castelnuovo-Tedesco: sorprendenti lavori che daranno modo al Coro Luigi Gazzotti, diretto da Giulia Manicardi, di collaborare in due distinte occasioni con gli allievi del Master di alto perfezionamento di Raina Kabaivanska e con l’attrice Sandra Toffolatti. In cartellone anche l’interpretazione storicamente informata del duo violoncello e fortepiano Andriani-Sollazzo, con pagine di Beethoven e Schubert, e un ulteriore omaggio a Beethoven nel bicentenario della morte con il monumentale Quartetto op. 131 — vertice complesso ed enigmatico della sua produzione tarda — affidato al Quartetto Pegreffi.
Costante sarà l’attenzione verso l’avviamento professionale dei giovani. Ne sono un esempio la rinnovata collaborazione con la Fanano Saxophone Week, che porta in Stagione il vincitore del concorso estivo, e il progetto formativo dedicato al Conservatorio Pavarotti, che riporterà a Modena il direttore Francesco Bossaglia per una masterclass e un concerto incentrati sul repertorio del Novecento. In accordo con il Conservatorio Pavarotti e con l’Associazione Amici della Musica “Mario Pedrazzi”, GMI sosterrà inoltre il Festival d’Autunno (dal 16 ottobre al 1° novembre): progetti cameristici, sinfonici e d’opera prodotti dal Conservatorio cittadino per valorizzare i propri migliori talenti.
Entriamo in questa nuova stagione felici della ricchezza di contributi della rete territoriale ed extraterritoriale, della varietà dell’offerta e di una stratificazione di fruizione pensata per raggiungere, riunire e condividere. Così che ne sprigionino tutti i colori.