Da quando la musica è entrata nei programmi della nostra scuola come disciplina essenziale, l'educazione musicale dei nostri ragazzi ha registrato importanti progressi. Restano però alcuni nodi da affrontare.
Primo nodo: La diffusione consumistica della musica in ogni luogo e in ogni momento della giornata ha abituato i ragazzi, e gli adulti, a un ascolto passivo e distratto, che rende problematica la capacità di concentrare la propria attenzione sull'ascolto musicale.
Secondo nodo: La nostra scuola non prevede momenti in cui l'alunno abbia un contatto diretto con il musicista. Non sono previste esperienze di ascolto dal vivo di strumentisti o cantanti.
Aggiungiamo che anche il repertorio conosciuto a scuola si limita per lo più a pagine orchestrali, mentre viene trascurata la straordinaria produzione cameristica e solistica che è l'asse portante della civiltà musicale europea.
Il progetto MusicaSì - Impariamo ad ascoltare intende contribuire a rimediare a questa situazione, offrendo a bambini e ragazzi l'occasione di sperimentare attività partecipate e attente di ascolto dal vivo, e offrendo agli insegnanti strumenti e materiali didattici che consentano di riprendere in classe, nel corso delle attività curricolari, le esperienze di ascolto effettuate al concerto.
Metodologia
Per recuperare i ragazzi all'ascolto partecipato e attento di generi musicali che conoscono poco occorre saperli motivare.
Un modo di affrontare il problema, spesso praticato in passato, consiste nel fornire preventivamente al pubblico informazioni sul compositore, sulle occasioni della composizione, sulle sue caratteristiche e così via: la conferenza - concerto. Questa è un'esperienza che potrebbe coinvolgere un pubblico adulto già motivato all'ascolto, e a condizione che il conferenziere sappia essere particolarmente interessante. Difficilmente, però, può funzionare con il nostro pubblico.
Per catturare l'attenzione del bambino e del ragazzo, MusicaSì inserisce l'ascolto in un contesto in grado di rendergli significativa l'esperienza musicale, legandosi alle sue conoscenze, ai suoi interessi, ai suoi bisogni. Il brano musicale sarà un momento, il momento centrale, di un'esperienza più ampia, nella quale il ragazzo sentirà sollecitata la sua partecipazione affettiva e intellettiva.
L'ascolto attivo sarà ottenuto facendo leva su diversi principi, che verranno praticati singolarmente o in combinazione:
1. La musica diventa parte integrante di uno spettacolo, nel quale concorrono parole, e/o immagini, luci, movimento. E' così che normalmente il ragazzo viene a conoscerla, nella TV e nel cinema;
2. La musica viene collegata a realtà già possedute dal ragazzo, temi di vita, esperienze concrete, collegamenti interdisciplinari;
3. Un criterio attivante consiste nel dialogare con il pubblico e nel farlo partecipare con semplici compiti musicali; a questo fine, i concertisti di MusicaSì si proporranno anche come animatori del pubblico.
Il progetto MusicaSì intende essere d'aiuto agli insegnanti, offrendo loro materiali didattici utilizzabili preventivamente in classe con i propri alunni.
La qualità dell'esecuzione resta una condizione imprescindibile di MusicaSì. Altrettanto importante è il luogo fisico nel quale l'evento verrà proposto, che deve essere acusticamente e ambientalmente idoneo. Gioventù Musicale ha una tradizione più che cinquantennale di attività concertistiche di alto livello sia per quanto riguarda la qualità degli interpreti, sia per quanto riguarda la cura logistica. Gli eventi si svolgono in teatri veri e propri o in sale esterne alla scuola, anche in obbedienza a un ulteriore finalità del progetto: familiarizzare con l'ambiente fisico tradizionalmente dedicato al concerto.